Sfumature comiche e impegno civico nel cinema di Francesca Archibugi

Flavia Laviosa, Wellesley College

Archibugi.jpg

Nata a Roma nel 1960, Francesca Archibugi proviene da una famiglia di intellettuali della borghesia romana. La minore di tre figli, Francesca trascorre l’infanzia e la fanciullezza sotto le amorevoli cure della madre che la educa alla lettura dei grandi classici della letteratura mondiale. Archibugi vive gli anni dell’adolescenza nel tumulto delle proteste sociali e le lotte femministe degli anni Settanta, e nel 1973 milita nel movimento femminista come membro della Federazione Giovanile Comunista. A sedici anni, lascia la casa paterna, e incomincia una vita indipendente lavorando come modella e iniziando la sua carriera di giovane attrice nei film Le affinità elettive[1] (Amico, 1979) e La caduta degli angeli ribelli (Giordana, 1981). Per un breve periodo studia Psicologia all’Università di Roma, ma presto scopre la vocazione per la regia e si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove si laurea nel 1983. Dopo aver completato gli studi, frequenta la Scuola di Bassano, diretta da Ermanno Olmi, e in seguito studia con Mario Monicelli e Carlo di Palma, frequenta corsi di sceneggiatura con Furio Scarpelli e Ugo Pirro, e studia con il costumista Piero Tosi e il montatore Roberto Perpignani. 

Tra il 1982 e il 1986, Archibugi gira i suoi primi cortometraggi finanziati dal governo e dalla RAI: Riflesso condizionato[2] (1982), La guerra è appena finita[3] (1983); e come sceneggiatrice e regista produce i corti: Lo stato delle cose, Il vestito più bello[4] (1984), Un sogno truffato[5] (1984) e La piccola avventura[6] (1985). È in questo periodo che Leo Pescarolo scopre il talento della giovane Francesca e produce tutti i film dell’Archibugi girati negli anni Novanta. Tra i lungometraggi meno conosciuti si annoverano: il giallo Notti di paura (la regia con Bonuglia, 1991) e Il vento (1996). Archibugi cura anche la regia di diversi documentari: L’unico paese al mondo[7] (1994), Ritratti d’Autore: Seconda Serie[8] (1996), La strana storia di Banda Sonora[9] (1997), Un altro mondo è possibile[10] (2001) e Gabbiani: Studio su Il Gabbiano di Anton Cechov[11] (2004). Inoltre, recita nel documentario Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno[12] (Betti, 2001), nel documentario Marcello, una vita dolce (Canale e Morri, 2006), e a teatro come Cressida nel Troilo e Cressida di Shakespeare, diretta da Pier Luigi Pizzi.

Francesca Archibugi, una delle maggiori registe italiane della ‘generazione di mezzo’,[13] ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi internazionali per i suoi film Mignon è partita[14] (1988), Verso sera[15] (1989), Il grande cocomero[16] (1993), Con gli occhi chiusi[17] (1994), trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Federigo Tozzi (1993), L’albero delle pere[18] (1998) e Domani[19] (2000). Nel 2003, ha girato per la televisione Renzo e Lucia,[20] un libero adattamento di Fermo e Lucia di Alessandro Manzoni (1821-1823). Dopo questi film, la regista sceglie di lasciare Roma e l’Italia e di ambientare il lungometraggio Lezioni di volo[21] (2006) in India. Con Questione di cuore[22](2009), un film originale, tratto dall’omonimo racconto di Umberto Contarello (2005),[23] la regista torna a filmare nella capitale.[24] Il film racconta l’amicizia tra due uomini, un affermato sceneggiatore e un carrozziere, che si incontrano in reparto ospedaliero di rianimazione cardiaca. Archibugi inoltre realizza i cortometraggi Giulia ha picchiato Filippo (2012) e È stata lei (2013), due documentari che affrontano il problema della violenza contro le donne, scritti e diretti in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Successivamente, Archibugi gira i lungometraggi Il nome del figlio (2015)[25], adattamento della piece teatrale Le Prénom di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte (2010), dal quale era già stato tratto il film francese Cena tra amici (2012). Gli sdraiati (2017) adattamento dell'omonimo libro di Michele Serra (2013) e Vivere (2019) un adattamento cinematografico del racconto Viaggio in Italia, scritto dalla stessa regista, sono le sue opere più recenti.

Archibugi è anche molto apprezzata come autrice di sceneggiature per il suo stile narrativo sensibile e ispirato ai grandi autori letterari dell’ Ottocento. Scrive la sua prima sceneggiatura per il documentario Sott’acqua[26] e in seguito per i film Il grande cocomero, Con gli occhi chiusi, L’albero delle pere, Domani e Questione di cuore. In collaborazione con Gloria Malatesta e Claudia Sbarigia, scrive anche le sceneggiature per Mignon è partita e Verso sera. Infine collabora alla stesura delle sceneggiature di L’estate sta finendo (Cortini, 1987), La cintura[27] (Gamba, 1989), Cattiva[28](Lizzani, 1991) e, con Doriana Leondeff, per quella del film Lezioni di volo (2006). 

 

La regista in una intervista con Flavia Laviosa si definisce ‘una narratrice’ e dichiara, ‘In fondo tutti i miei film sono una specie di lungo romanzo’. Infatti, la sua drammaturgia cinematografica racconta le tensioni umane nelle relazioni familiari e nei rapporti di amicizia e solidarietà tra i giovani, con una particolare attenzione al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. La regista predilige storie private, ignote ma complesse, per poi tesserle con gli eventi nazionali e le trasformazioni culturali dell’Italia contemporanea. Sfumature comiche e impegno civico, problemi individuali e soluzioni collettive, costituiscono il canovaccio della sua estesa filmografia. Archibugi parla del suo impegno di regista come ‘il lavoro di raccontare il nostro tempo’ e considera ogni suo film ‘un’epoca’ diversa della sua carriera, come anche della società italiana, e sostiene,  ‘la mia poetica si evolve esattamente come si evolve il mondo’ (Laviosa 2010: 203-220). 

 

BIBLIOGRAFIA

Laviosa, Flavia (2003), “Archibugi’s Cinematic Representations of the Socio-Cultural Changes in the Modern Italian Family.” Italica, 80, 4, Winter, pp. 540-549. 

Laviosa, Flavia (2003), “Themes and Motifs in the Cinema of Francesca Archibugi.” Kinema, 20, Fall, pp. 43-54.

Laviosa, Flavia (2003), “Cinema as a Social Mirror: Flavia Laviosa in Conversation with the Italian Director Francesca Archibugi.” Kinema, 20, Fall, pp. 55-60.

Laviosa, Flavia (2003), “Intervista con Francesca Archibugi: la famiglia postmoderna nella sua firma d’autore.” In Incontri con il Cinema Italiano. Antonio Vitti (Ed.) Sciascia Editore, pp. 375-386.

Laviosa, Flavia ( 2005), “Francesca Archibugi: Families and Life Apprenticeship.” In Italian Cinema-New Directions. William Hope (Ed.) Peter Lang AG, pp. 201-227.

Laviosa, Flavia (2007), “Francesca Archibugi’s Cinema: Minimalism or Micro-History?” Studies in European Cinema, 4, 2, pp. 99-110.

Laviosa, Flavia (2010) “’Il lavoro di raccontare il nostro tempo’ Il cinema di Francesca Archibugi.” In Zoom ‘d’oltreoceano’: istantanee sui registi italiani e sull’Italia. Daniela De Pau e Simone Dubrovic (Eds.) Manziana: Vecchiarelli, pp. 203-220.

Laviosa, Flavia (2021), “Renzo e Lucia (2004). Intervista con Francesca Archibugi”, Incontri (Forthcoming).

FILMOGRAFIA

 

REGIA

FILM

Mignon è partita (1988)

Verso sera (1990)

Il grande cocomero (1993)

Con gli occhi chiusi (1994)

L'unico paese al mondo (Cortometraggio e co-regia di altri 8 registi, 1994)

L'albero delle pere (1998)

Domani (2001)

Lezioni di volo (2007)

Questione di cuore (2009)

Giulia ha picchiato Filippo (Cortometraggio 2012)

È stata lei (Cortometraggio 2013)

Il nome del figlio (2015)

Gli sdraiati (2017)

Vivere (2019)

TELEVISIONE

Ritratti d'autore (Serie TV, episodi 2x4, 1996)

La strana storia di Banda Sonora (1997)

Gabbiani. Studio su 'Il gabbiano' di Anton Cechov (2004)

Renzo e Lucia (2004)

Parole povere (2013)

Romanzo famigliare (2018)

ATTRICE 

CINEMA

La caduta degli angeli ribelli (regia di Marco Tullio Giordana, 1981)

TELEVISIONE

Le affinità elettive  (Serie TV, episodi 1x1-1x2-1x3, 1979)

Che fare?  (Serie TV, episodi 1x3-1x5, 1979)

Adua  (Serie TV, episodi 1x4-1x5, 1981)

Il fascino dell'insolito (Serie TV, episodi 3x3, 1982)

[1] Ha recitato nel ruolo di Ottilia. Questo è un adattamento televisivo della RAI dell’omonimo romanzo di Goethe.

[2] Progetto per il primo anno presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.

[3] Progetto finale per il Diploma presso il Centro Sperimentale.

[4] Prodotto da RAI 1 per il programma Passione mia con Monica Vitti.

[5] Progetto per Ipotesi Cinema-Bassano di Ermanno Olmi.

[6] Progetto finanziato dal Comune di Roma. Scritto e prodotto da ragazzi di scuola media di un quartiere popolare di Roma.

[7] Archibugi dirige un episodio di questo film collettivo in cui denuncia gli aspetti anomali delle elezioni di Silvio Berlusconi, nel 1994.

[8] La regista dirige la sezione Archibugi/Bellocchio del documentario che comprende otto interviste tra due generazioni di registi che scambiano idee sulla produzione nazionale dei film dei grandi maestri in un’interessante serie di interviste di quindici minuti. Finanziato del canale privato Telepiù 1.

[9] Questo documentario ritrae un gruppo di 56 artisti di jazz, professionisti e dilettanti, che  fanno le prove in una zona campestre. Il gruppo è diretto da Battista Lena, marito della Archibugi. Il documentario è stato presentato al Festival di Venezia e ha vinto il premio Jean Rouch.

[10] Insieme a Alfredo Angeli, Archibugi dirige un episodio del documentario collettivo ideato da Francesco Maselli. Il documentario è realizzato per raccontare i fatti del G8 di Genova; cioè gli episodi di violenza, avvenuti dal giovedì 20 alla domenica 22 luglio del 2001, in concomitanza con la riunione del G8, che costituiscono una delle pagine più dolorose della storia italiana negli anni recenti.

[11] Un film collettivo prodotto con gli studenti del secondo anno del Centro Sperimentale.

[12] Film presentato al Festival di Venezia del 2001.

[13] Da una conversazione con Vito Zagarrio che usa l’espressione ‘La generazione di mezzo’ per definire i registi italiani compresi tra i grandi maestri del cinema e i registi emergenti degli anni 2000. Conversazione avvenuta alla Oxford University, in Inghilterra, il 20 gennaio, 2006. 

[14] Il film è stato premiato con sei David di Donatello e due Nastri d’argento.

[15] Il film è stato premiato con tre David di Donatello e un Nastro d’argento.

[16] Il film ha ricevuto tre David di Donatello, un Nastro d’argento e la nomination all’Oscar.

[17] Il film è stato premiato con un Nastro d’argento.

[18] Il film ha ricevuto il premio Osella d’oro, il premio Marcello Mastroianni, e premi dall’OCIC  e dall’UNICEF.

[19] Il film affronta la tragedia del terremoto che colpì la regione Umbria nel 1997.

[20] Il primo film per la RAI, un adattamento televisivo in due puntate e trasmesso da Canale 5, a gennaio del 2004.

[21] Il film è riconosciuto di interesse culturale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano. Questo è il primo film italiano girato in India in collaborazione con RAI Cinema e una co-produzione indiana, francese e britannica.

[22] Il film ha ricevuto il premio Alabarda per la migliore sceneggiatura ed è stato selezionato per rappresentare l’Italia agli EFA, gli Oscar europei.

[23] Pubblicato da Feltrinelli.

[24] Dal centro storico di San Pietro e Lungo Tevere alla periferia est di Tor Pignattara, Casilino e Alessandrino.

[25] Il film ha ricevuto il Nastro d'Argento per migliore attrice e migliore attore. 

[26] Nel 1986, Archibugi ha ricevuto il premio Solinas per la migliore sceneggiatura. È da questo momento che la regista incomincia a lavorare sul suo primo lungometraggio.

[27] Adattamento dell’omonimo testo teatrale di Alberto Moravia.

[28] Film giallo.

 
 
 

To cite this biofilmography, please use the reference: Laviosa, Flavia (2021), "Francesca Archibugi's biofilmography", Gynocine Project, Barbara Zecchi, ed. www.gynocine.com